Esercizio sulla concentrazione: I LIVELLI DELL’IMMAGINAZIONE

Può sembrare strano che uno degli ostacoli maggiori per un attore o per un’attrice sia proprio la scarsa capacità di concentrazione.

Premetto che salterò tutto il discorso, nonostante lo ritenga fondamentale, riguardo l’epoca che viviamo e su quanto quest’ultima ci spinga verso un imbuto di situazioni che accorciano inesorabilmente il tempo di attenzione di cui si ha bisogno.

Sapete che ad esempio in articoli più o meno lunghi come questo, è buona norma lasciare dei piccoli spazi ogni due o tre frasi per rinnovare il inconsciamente il senso d’interesse del lettore?

Se il lettore vede un blocco unico di testo, con molte probabilità non inizierà nemmeno a leggerlo. Se invece il testo prosegue a mini capitoli, la nostra mente ci dice che è una missione che possiamo affrontare.

Strano vero?

Ora, se il nostro cervello non è in grado di leggere più di cinque righe alla volta, figuriamoci se è in grado di stare per più di due ore sdraiato a terra a respirare o a muoversi immaginando di camminare su superfici che non esistono.

Se fai questo mestiere, sai naturalmente di cosa sto parlando. Se non lo fai ma hai intenzione di farlo, ora sai a cosa stai andando incontro.

Detto questo, ognuno di noi ovviamente possiede una capacità di concentrazione. Nella vita ne abbiamo necessariamente bisogno, in quasi tutte le situazioni. Anzi, spesso ci capita di essere talmente concentrati su una cosa da essere totalmente distratti riguardo tutte le altre.

La concentrazione, verosimilmente parlando, non è affatto all’opposto della distrazione. Spesso ne è la causa.

Questo accade perché

esistono vari livelli di concentrazione

L’immagine che mi appare parlando di livelli di concentrazione è un’immagine che mira verso il basso, non verso l’alto.

Nella mia mente, più l’immaginazione aumenta più si scende in un luogo all’interno di noi stessi che ci isola da tutto ciò che non è oggetto della nostra attenzione in quel momento.

Paradossalmente quando si dice ad una persona che ha la testa fra le nuvole, per me la sua mente sta scendendo dentro di lui: dalla testa allo stomaco.

Questa è una mia suggestione, nulla di più, ma era per dirvi che questo percorso, in qualunque direzione lo immaginiate, non ha limiti e tende all’infinito.

Credo che sia palese a questo punto che raggiungere un livello di concentrazione adeguato, diciamo, “a comando”, potrebbe rivelarsi un’operazione più complessa del previsto.

Spero che non abbiate mai pensato in vita vostra che si possa eseguire un esercizio teatrale, o peggio ancora una rappresentazione, senza raggiungere un profondissimo livello di concentrazione. Sarebbe inutile, totalmente infruttuoso.

Posso dirvi tranquillamente che andando in scena, le nostre emozioni facilitano l’operazione, costringendo la nostra a restare più o meno focalizzata sull’atto scenico. Più difficile risulta nel training, soprattutto se decidiamo di farlo da soli, senza un doberman che chiamiamo regista o maestro che sbraita per richiamarci all’ordine.

Siccome però è necessario, in questo articolo voglio proporvi un esercizio che ho sviluppato negli anni che è molto utile per raggiungere un livello di concentrazione adeguato.

Di solito, durante i miei corsi e laboratori, questo esercizio funge da preparazione all’esercizio effettivo che si va ad eseguire.

 

Lo spunto iniziale furono un insieme di esercizi di uno dei maestri teatrali più ringraziato durante la notte degli Oscar: Michail Cechov (no, non era Strasberg…mi dispiace).

Michail Cechov, nipote del commediografo che ben conosci, fu allievo di Stanislavskij insieme a Vachtangov (un po’ di nomi, male non fa). Poi andò in America a cercare fortuna.
Il suo metodo criticò abbastanza quello del suo maestro, distaccandosene in maniera significativa.

È un metodo a cui mi sono avvicinato con diffidenza, in quanto la mia formazione e curiosità di ricerca è più mirata a lavorare sulle capacità espressive del corpo in maniera attiva; però questo esercizio risulta essere sorprendentemente utile.

Vediamo quindi come in 10 step possiamo sviluppare la nostra concentrazione lavorando con i livelli di immaginazione.

STEP 1
Cammina nella stanza. Cerca di concentrarti esclusivamente sull’azione che stai compiendo, per ora. Se puoi evita di effettuare dei percorsi circolari, bensì passa spesso per il centro del luogo in cui ti trovi.

STEP 2
Immagina un oggetto. Immaginalo in modo minuzioso, quasi ossessivo. Cerca di visualizzare ogni particolare che compone questo oggetto: il colore, il materiale, la consistenza, il peso, l’odore e altro. Mi raccomando rimani ad occhi aperti! In scena non potrai di certo chiuderli.

STEP 3
Colpo di scena: cancella tutto e ricomincia.
La prima idea non è mai la migliore e anche se lo fosse sarebbe comunque migliorabile. Impariamo a non accontentarci. Poniamo caso che hai scelto lo stesso oggetto. Immaginandolo da capo, vedrai che in automatico aggiungerai una quantità (e una qualità) di informazioni sorprendente.

STEP 4
Immagina le tue mani, delle mani invisibili. Con queste mani afferra l’oggetto che stai immaginando, prendi confidenza. Cerca di esplorarlo in ogni sua parte e in ogni possibilità di contatto con esso.
Ovviamente non dovrai muovere le tue mani reali, solo quelle immaginarie.

STEP 5
Ora cerca di aumentare il livello di contatto con il tuo oggetto. Stringilo a te, abbraccialo, entra in una profonda comunicazione sensuale con esso. Cerca di immaginare come il tuo corpo si adatta alla superficie dell’oggetto; una sorta di fusione con esso.
Quando tu e l’oggetto siete in totale simbiosi, puoi passare allo step successivo, non prima.

STEP 6
Rimanendo esattamente nel rapporto in cui sei con l’oggetto, immagina di veder passare una persona che conosci alle spalle di esso. Dev’essere una persona vera, concreta, con cui ti relazioni abitualmente. Qui potresti incontrare la prima grande difficoltà.
Vedrai che nel tentativo di immaginare minuziosamente la persona il livello di contatto con il tuo oggetto diverrà più flebile, a tratti te lo scorderai. Fai in modo che non accada. Se succede, non proseguire oltre finché non hai trovato il giusto equilibrio.

 

STEP 7
A questo punto arriva un’altra persona; anche questa la conosci bene. Questa persona inizierà un dialogo con la persona che già era presente nella tua immaginazione. Immagina il dialogo, vivilo, parola per parola. Non facilitarti le cose usando frasi generiche, bensì entra nei dettagli. Complicarti la vita negli esercizi teatrali ti tornerà molto utile vedrai.
Ovviamente non scordarti dell’oggetto.

STEP 8
Le due persone finiscono il loro dialogo e la prima persona che hai immaginato si congeda. Quella rimasta è pensierosa; sta pensando qualcosa riguardo al dialogo appena avvenuto. Arriva però qualcun altro, questa volta una persona con cui non sei particolarmente in confidenza ma che puoi riprodurre con la tua immaginazione (mi raccomando che sia una persona reale).

Ti stai scordando del tuo legame con l’oggetto? No vero? Bene.

Queste due persone iniziano un nuovo dialogo, come prima. Questo dialogo le porta ad un certo punto a camminare verso l’orizzonte che hai di fronte. Attenzione qui: ricordati dell’oggetto.

STEP 9
Dopo poco che le due persone si sono avviate inizia a muoverti anche tu verso quella direzione. Pian piano spariscono, non le vedi più. A quel punto il tuo oggetto diventa pesante, sempre più pesante, fino a che il peso è insostenibile e lo poggi a terra.
L’oggetto va poggiato a terra gradualmente, in maniera fluida e senza smettere di camminare, in accordo col movimento (stai immaginando tutto ricorda, nella realtà stai solo camminando ad occhi aperti).

STEP 10
A questo punto continui a dirigerti verso l’orizzonte che hai di fronte. Se hai eseguito tutto correttamente il tuo livello di attenzione sarà molto profondo e quando ti senti pronto puoi iniziare l’esercizio a cui hai deciso di dedicarti.

Se non ne hai uno puoi iniziare con questo esercizio sui centri del movimento: UNA VITA IN UN GIORNO.

È inutile dirti che allenare il tuo livello di concentrazione è fondamentale, perché da esso dipende lo sviluppo della tua tecnica attoriale e da quest’ultima dipende il tuo successo.

Ti auguro quindi una concentrazione sempre più profonda e ricorda sempre,
PREPARA TE STESSO.