Esercizio sull’elasticità emotiva: SCONTRO E REAZIONE

Com’ è noto a chi ha avuto modo di frequentare questo mestiere, l’elasticità emotiva è uno strumento essenziale per possedere la più ampia gamma di soluzioni attoriali durante la messa in scena.

Saper balzare da uno stato d’animo all’altro, in linea con le esigenze dell’andamento narrativo, o saper esprimere con chiarezza stati d’animo contrastanti, consente agli attori di possedere un’incisività assoluta sull’emotività dello spettatore.

Tutto questo non può prescindere da un controllo del corpo molto accurato; ogni parte della nostra figura deve essere guidata per scelta volontaria e mai per caso.

Ogni minimo stato fisico che poniamo all’attenzione del pubblico assume un significato specifico, comunica una precisa sensazione inconscia nella mente dello spettatore che fa aprire determinati spazi della sua immaginazione.

Veicolare la fantasia di chi ci guarda in dei luoghi “non voluti” rischia di sabotare pesantemente il significato di quello che in realtà si voleva esprimere.

Per avere questo tipo di controllo è necessario saper interpretare i singoli archetipi, che qui più semplicemente chiameremo aggettivi.

Gestire una tecnica lineare e fidarsi di essa, dà risultati esponenzialmente maggiori rispetto al tentare di contenere a mente una serie di ricordi e immagini che dilatano la distanza tra impulso e azione, facendo risultare la messa in scena decisamente appesantita.

Questa tecnica consiste nell’individuare gli aggettivi portanti del personaggio e comporre lo stesso insieme sul proprio corpo.

In questa occasione, non mi dilungherò oltre sulla spiegazione della tecnica. In compenso se vuoi approfondirla (e ti consiglio di farlo per capire a pieno questo ed altri esercizi) puoi scaricare il manuale gratuito Prepara te stesso qui sotto!

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Detto questo, è necessario che il nostro corpo sia costantemente allenato a riprodurre aggettivi (e quindi stati d’animo) e che sia capace di individuarli nel minor tempo possibile una volta che li sta esprimendo istintivamente.

Per raggiungere questo scopo, l’esercizio seguente è proprio quello che fa al caso nostro, quindi cominciamo.

SCELTA DELL’AGGETTIVO

La prima cosa da fare è iniziare a camminare nel luogo in cui ci stiamo esercitando. È un esercizio che richiede la presenza di almeno due persone (se sono quattro o più è ancora meglio) quindi cerchiamo di evitare percorsi circolari passando spesso per il centro e di tenere un’andatura possibilmente neutra, priva cioè dalle caratterizzazioni della postura con cui ci muoviamo abitualmente.

A questo punto possiamo scegliere il nostro aggettivo. Dobbiamo semplicemente pensarlo.

Una volta individuato con certezza contiamo fino a 3 e dimentichiamolo: ne sceglieremo subito un altro, possibilmente in meno di 5 secondi. La prima scelta va sempre evitata, perché ce la consiglia vivamente la nostra mente e non ci metterebbe in particolare difficoltà.

Mettendoci fretta nella seconda scelta potremo aggirare questo problema.

Una volta fatto questo passiamo al punto successivo.

INDOSSARE L’AGGETTIVO

 È venuto il momento di iniziare a modulare il nostro corpo per far si che ci faccia giungere la componente emotiva corrispondente all’aggettivo scelto e di conseguenza la comunichi a chi ci guarda.

Vedrete per esperienza diretta che modificare la posizione della spina dorsale (quindi del bacino) di qualche centimetro ci farà guardare il mondo con occhi diversi, ci darà cioè, dopo qualche minuto di movimento, un nuovo stato d’animo.

Guardando negli occhi un vostro compagno di lavoro capirete in maniera immediata lo stato d’animo in cui vi trovate.

Gli occhi di un altro essere vivente sono lo specchio migliore per capire cosa stiamo facendo.

Ad esempio se siamo aggressivi nei confronti di qualcuno questa cosa sarà evidente al primo sguardo.

Quindi tenteremo di assumere varie composizioni fisiche, finché non ci renderemo conto di aver centrato l’aggettivo da noi scelto.

Vedrete che sarà molto più immediato di quello che immaginate, l’importante è non esibirsi in una caricatura dozzinale.

LO SCONTRO

Una volta che ci siamo resi conto di dominare bene l’aggettivo a livello fisico possiamo affrontare questa nuova fase.

Senza deciderlo con troppo anticipo, scontriamoci spalla a spalla con un nostro compagno di lavoro e come nelle migliori scene di Hollywood, facciamo seguire allo scontro un intenso sguardo prima di riprendere il nostro cammino.

Tutta la sequenza sarà gestita interamente con la risultante fisica ed emotiva del nostro aggettivo.

Non abbandonate l’aggettivo per nulla al mondo.

IL SUONO

Dopo aver esplorato a fondo l’esperienza dello scontro, aggiungiamo un piccolo elemento a questa dinamica.

D’ora in poi ogni volta che ci scontreremo con un nostro compagno, emetteremo un suono.

Questo suono deve combaciare esattamente con l’impatto ed essere totalmente istintivo, cercando di rimanere in linea con l’aggettivo.

Il suono inizia e finisce con l’impatto, né un secondo in più, né uno in meno.

Fuggite dai clichè… qui il rischio è alto.

IL SUONO-PAROLA

Dopo avere esplorato anche questa nuova condizione, facciamo un ulteriore passo avanti.

Tramuteremo il suono in parola.

Nel momento dell’impatto infatti, non pronunceremo più un suono, bensì una parola, ma sempre in maniera istintiva.

La cosa importante però sarà la seguente:

La parola dovrà mantenere la matrice sonora del suono emesse in precedenza.

In parole povere dovrete mescolare i due.

Il risultato è la matrice che vi consentirà di esplorare la voce del vostro ipotetico personaggio, la quale non risulterà artefatta, ma bensì perfettamente verosimile sul vostro corpo attoriale.

Ma di questo ne parleremo un’altra volta.

LA MICRO-REAZIONE

Dopo il lungo tempo passato ad eseguire l’esercizio avrete sicuramente notato che ogni volta che vi scontrate con un personaggio diverso, la vostra reazione all’urto si modifica.

Il vostro aggettivo reagisce in maniera diversa a seconda dell’aggettivo con cui si scontra e dello sguardo che incrocia.

Vi chiedo per ora di fare particolarmente caso a questa frazione di secondo ed analizzare i cambiamenti che applica in maniera immediata al vostro corpo.

Continuate a farlo pronunciando il suono-parola.

CAPIRE LA REAZIONE

 Bene, è giunto il momento per noi di capirci qualcosa.

Dopo lo scontro e il suono-parola, abbiamo affinato i nostri sensi per comprendere come ci sentiamo, come cioè reagiamo ad un evento improvviso.

Ora, una volta individuata la micro-reazione, la teniamo sul nostro corpo per i 5 passi successivi e alla fine di essi pronunciamo ad alta voce l’aggettivo che la descrive meglio, per poi tornare al nostro.

Inizieremo così a capire come due aggettivi possono convivere o intercambiarsi sul nostro corpo in maniera molto chiara ed immediata.

Affrontare molto spesso questo esercizio, svilupperà la tua capacità espressiva e la renderà veloce ed efficace, in grado quindi di veicolare emozioni in maniera immediata.

Buon lavoro e ricorda sempre,

PREPARA TE STESSO!